Valentina era una ragazza di 14 anni, non più bambina, non ancora donna. Era stata felice da bambina e stava scoprendo con gioia il passaggio tra le due età, senza rimpianti ma con il cuore pieno dei giochi e dei sorrisi della sua infanzia.

Glielo dicevano tutti che era un po’ stramba, era molto sognatrice e viveva sempre con la testa tra le nuvole, immaginando mondi colorati e rapporti felici tra le persone.

Intorno a lei però il mondo di quell’epoca non era poi così colorato, da un po’ di tempo, forse da molto… chissà…? si era diffuso un sentimento strano di sospetto e sfiducia, la gente si evitava, era difficile che si formassero quei capannelli di gente allegra, o si realizzassero quelle scampagnate in campagna con il solo desiderio di passare una giornata di spensieratezza… NO, quel mondo, il mondo in cui viveva Valentina era diventato un mondo grigio, un mondo impenetrabile, quanto i rapporti difficili tra tutti…

Valentina però, come dicevamo prima, era unica, a lei non importava nulla di tutto ciò e continuava a salutare e sorridere a tutti, incurante degli sguardi meravigliati, in negativo, dei destinatari dei suoi sorrisi.

Anche quella mattina Valentina era uscita di casa per andare a scuola, armata del suo zaino, e sorridente alla vita, si mise in cammino verso la scuola. Lungo la strada incontrò una gattina che le se strusciò sulle gambe. Certo, gli unici che non erano cambiati, che continuavano ad essere com’erano prima, erano gli animali, come quella gattina. Valentina amava molto i gatti e si mise ad accarezzarla, incurante del tempo che passava e del rischio di fare tardi a scuola, mentre la gattina ronfava facendogli le fusa.

Improvvisamente però passò di corsa sul marciapiede un ragazzo con uno skateboard che quasi investì la sua piccola amica.

“Ei tu, che fai li? Fammi passare, sto facendo tardi a scuola!” Disse il ragazzo a Valentina.

“Stai attento ragazzo, hai rischiato di fare del male alla mia amica, non c’è bisogno che vai così di corsa, mica scappa la scuola!” Le rispose Valentina.

“E va bè” Disse Valentina alla gattina “Questi ragazzi sono fatti così, che ci vuoi fare, l’importante è che non ti sei fatta male”.

All’improvviso però successe qualcosa di meraviglioso… La gattina si illuminò di luce e, come d’incanto, cominciò a parlare.

“Brava Valentina, è un bel po’ che ti osservo, tu sei speciale, sei sempre con il sorriso sulla bocca, qualsiasi cosa ti accada intorno, oggi ti farò un bel regalo!”

Valentina rimase stupita… ma il suo stupore non durò molto, la sua fantasia era molto sviluppata e quindi era pronta ad accettare anche le cose più strabilianti che le potessero accadere, come una gattina che le parlava ora.

“Scusa, visto che parli, e sono sicura che non sto sognando ma mi sono già svegliata, sono uscita di casa e ora sono qui per strada, mi puoi dire per favore come ti chiami?” Chiese Valentina

Gattina: “E certo che te lo dico, mi chiamo Violetta”

Valentina: “Che bel nome che hai, così mi scrutavi da tempo… E dove vivi di bello?”

Gattina: “Tu non ci crederai ma io vivo tra due mondi, quello dove siamo ora e un altro mondo, che sta vicino ma anche lontano da questo, è in una dimensione parallela”

Valentina: “O che belle cose che mi dici, vorrei tanto visitare il tuo mondo…!!!”

Gattina: “Ti accontenterò subito, chiudi gli occhi e tienti pronta!”

Valentina: “Certo, sono pronta!” E chiuse gli occhi.
Non si sa che cosa accadde e quanto tempo passò… Poteva essere un attimo, o un tempo lunghissimo. Valentina vide passare nella sua mente un turbinio di immagini e di colori, rumori d’acqua come di una cascata, mille arcobaleni in un cielo azzurro, così azzurro da farti venire il desiderio di tuffartici dentro come fosse un mare… Una sensazione unica che però Valentina riconobbe come quella di un sogno ricorrente che aveva fatto da bambina, quello era il suo sogno, ora si stava realizzando.

 

Violetta: “Valentina, ei Valentina… sveglia, siamo arrivate, siamo nel mio mondo!”

Valentina aprì gli occhi e davanti a lei non c’era più una gattina ma una ragazza della sua età, perché Violetta in quel mondo era una fanciulla, proprio come Valentina.

Valentina: “Che bella che sei Violetta in questo mondo, finalmente ho un’amichetta tutta per me!”

Violetta: “Grazie, sono felice di essere la tua amichetta, ora però guardati intorno e dimmi che ne pensi”.

Valentina si guardò intorno e vide il mondo che aveva sempre sognato, pieno di luce e di colori, con tante belle case su delle collinette, e fiori dappertutto.

Valentina: “Che bello Violetta, che bello il tuo mondo!”

Cominciarono a camminare, Violetta voleva farle conoscere il suo mondo, era il mondo della Fiducia e dell’Amore, e tutte le persone che incontravano erano gentili, cortesi e piene di premure.

“Buongiorno Violetta, chi è la tua nuova amica? che belle che siete, possa il vostro cammino essere illuminato e colorato dal sole di questa splendida giornata!” Le dissero alcuni passanti.

Valentina era proprio felice mentre si avvicinavano ad un edificio molto grande dove pensò che erano diretti.

Violetta: “Si hai ragione (le aveva letto nel pensiero, una prerogativa di quel luogo) stiamo andando proprio li, ti voglio far conoscere il Signore di questo mondo”.

Valentina: “Certo, ti seguo sicuramente, non vedo l’ora di conoscere chi governa questo mondo”

L’ingresso al Palazzo fu trionfale, sembrava quasi che fossero attese da tempo, di più, Valentina ebbe la sensazione che quello che stava per accadere fosse l’avverarsi di un’antica profezia del luogo. E si, perché ora anche Valentina stava cominciando a percepire i pensieri degli abitanti il nuovo mondo, era stata contaminata dalla telepatia.

Il governatore le attendeva, il suo volto era illuminato da un grande sorriso mentre vedeva avvicinarsi le due ragazze, una delle due, la ex-gattina Violetta, era sua figlia.

Un attimo dopo erano seduti tutti e tre insieme, il governatore continuava a sorridere a Valentina mentre Violetta sorrideva felice a tutti e due.

Governatore: “Cara Valentina, so che hai già intuito tutto nei tuoi pensieri, e si, ti aspettavamo da tempo perché il tuo arrivo in questo mondo era descritto in un’antica profezia. Il tuo arrivo segnerà l’apertura della porta che separa le nostre due dimensioni. Perché devi sapere che noi veniamo dal tuo mondo, vivevamo li tanto tempo fa ma ci siamo staccati per cercare una dimensione più positiva e meno di paura e sospetto, e siamo venuti in questo mondo dove, come hai visto tu stessa, tutto è perfetto. Però un po’ il vecchio mondo ci manca e ora ci sei tu che, secondo la profezia, riporterai l’armonia tra i due mondi, spalancando la porta magica dell’amore!”

Valentina: “Caro governatore, mi lasci un po’ confusa, io sono solo una ragazza di 14 anni, come posso fare tutto quello che mi stai dicendo? Io al massimo posso condividere il tuo sogno di unione e farlo mio con tutto il cuore, di più non posso fare”

Governatore: “È proprio questo che volevo sentirti dire! Ora che hai espresso questo desiderio i nostri mondi non saranno più divisi ma uniti nel segno della Pace, dell’Amore e della Fiducia!”

Valentina si svegliò nel suo letto, cominciava una nuova giornata e lei aveva fatto quella notte uno strano sogno in cui c’era un mondo tutto grigio… Ma ora al suo risveglio quel mondo non c’era più e la giornata prometteva avventure stupende con sua sorella Violetta e tutti i loro stupendi amici.

Favola scritta da Italo Cassa per la “Festa della Fiducia” ad Amatrice che si tiene domenica 25 Settembre 2016